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Alla scoperta delle Langhe

Primi freddi, voglia di un buon rosso

Con l’arrivo dell’autunno e delle prime nebbie, cresce la voglia di un calice di vino rosso. È vero: negli ultimi anni gli italiani hanno riscoperto i bianchi e gli spumanti, ma i grandi classici resistono. Nel 2025, secondo le ricerche di mercato, Nebbiolo e Sangiovese restano tra i vitigni più amati. Non è difficile capire perché: pochi vini sanno raccontare il territorio come un Nebbiolo delle Langhe.

Langhe: un mosaico di sapori e profumi

Dire “Alba” significa evocare subito il tartufo bianco, i tajarin tirati a mano, i brasati profumati e la ricchezza dei formaggi piemontesi. Ma significa anche parlare di vini che hanno fatto la storia: la vitalità della Barbera, l’eleganza del Dolcetto e la maestosità del Nebbiolo, capace di esprimersi nei più prestigiosi Barolo e Barbaresco.

Il nome stesso, “Nebbiolo”, rimanda a un paesaggio autunnale: per alcuni deriva dalle nebbie che in ottobre avvolgono le colline, per altri dalla pruina che ricopre gli acini. In ogni caso, è l’uva che più di ogni altra racconta l’anima del Piemonte.

Barolo e Barbaresco: fratelli diversi

Entrambi figli del Nebbiolo, Barolo e Barbaresco nascono in aree vicinissime, ma con suoli e regole di affinamento differenti.

Il Barolo, coltivato a sud-ovest di Alba, si adagia su terreni compatti e argillosi. Riposa almeno 38 mesi (di cui 18 in legno) e si esprime in vini austeri, profondi, longevi.

Il Barbaresco, a nord-est di Alba, cresce su suoli marnosi e sabbiosi che regalano tannini più delicati. I suoi 26 mesi di affinamento (9 in botte) lo rendono più immediato ed accessibile anche in gioventù.

La lungimiranza dei Piazzo

In questo scenario si inserisce la storia della famiglia Piazzo, che dagli anni ’60 ha scommesso sul potenziale delle Langhe, quando ancora la zona non godeva del prestigio odierno. Anzi, era la terra de “La Malora”, da cui scappare per la crisi in cui versava il mondo contadino nel secondo dopoguerra. Armando Piazzo e Gemma Veglia, giovani figli di agricoltori, decisero invece di restare, investendo in vigna mentre tanti cercavano altrove un futuro diverso.

Dal 2007 la figlia Marina, con il marito Franco e i figli Simone e Marco, porta avanti la tradizione con la stessa visione: valorizzare il Nebbiolo e gli altri vitigni storici della zona. Oggi l’azienda produce Barolo e Barbaresco, ma anche Langhe Nebbiolo, Barbera d’Alba, Dolcetto, Roero Arneis e Moscato, senza dimenticare il metodo classico “Ritorno in Alta Langa”.

Tre vini da non perdere

Abbiamo selezionato per voi 3 vini dell’Azienda Piazzo che merita assaggiare:

Langhe Nebbiolo DOC Aiman

Il termine piemontese Aiman significa  morbidezza e il vino mantiene la promessa: un rosso fragrante, dai tannini delicati e con profumi di lampone, fragola selvatica e confettura di susine. Un tocco speziato completa il quadro. È il compagno ideale di piatti di pasta fresca al ragù o di un coniglio alla cacciatora.

Roero Arneis Cortine

Vitigno principe della sponda sinistra del Tanaro, l’Arneis trova nei terreni sabbiosi la sua migliore espressione. Dal vigneto Cortine di Guarene nasce un bianco floreale, con note di mela, limone, salvia e una leggera vena minerale. Fresco e versatile, è perfetto per un aperitivo o per accompagnare una pasta alle vongole.

Metodo Classico Ritorno in Alta Langa

Il Piemonte non è solo rosso: anche gli spumanti raccontano il territorio. Con “Ritorno in Alta Langa” i Piazzo celebrano le origini, unendo Pinot Nero e Chardonnay in un affinamento di 30 mesi sui lieviti. Ne nasce un metodo classico elegante, con sentori di frutta bianca, crosta di pane e frutta secca. Ottima a tutto pasto, sorprende con piatti di pesce o un aperitivo raffinato.

E i Barolo e Barbaresco?

Raccontare tutto non avrebbe senso: toglierebbe il piacere della scoperta. I Barolo e i Barbaresco dei Piazzo meritano di essere conosciuti di persona, magari durante una visita autunnale nelle Langhe. È la stagione ideale per assaporare i colori delle colline, il profumo dei boschi e l’ospitalità della famiglia Piazzo.

Un viaggio che unisce vino, cucina e cultura in una delle terre più affascinanti d’Italia.
Scoprili sul sito www.piazzo.it

PIAZZO COMM. ARMANDO

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