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Lo Champagne è un vino. Anzi no, è champagne!


A cura di Valentina Ursic, Direttore Marketing Rinaldi 1957


Lo Champagne non è un semplice vino. È Champagne. Certo, tecnicamente parliamo di un vino spumante francese con denominazione d’origine controllata (AOC), prodotto con metodo classico, dove la seconda fermentazione avviene in bottiglia. Ma basta pronunciare la parola “Champagne” per evocare lusso, festa e puro piacere.

A differenza di altre bevande alcoliche, soggette alle mode, lo Champagne mantiene intatto il suo fascino. Per questo, nel nuovo blog di Rinaldi, non potevamo che partire celebrandolo con una selezione speciale di etichette scelte per voi.

Italia: Amore per la Qualità

Nel 2023 sono state prodotte 271 milioni di bottiglie di Champagne, con il 56% destinato all’export. L’Italia si conferma il 5° paese importatore per volume e il 4° per valore. Tradotto? Gli italiani preferiscono la qualità alla quantità.

Negli ultimi anni, con la domanda che supera l’offerta e i prezzi in salita, sempre più piccoli vignerons si sono affacciati sul mercato, offrendo Champagne di alto livello a prezzi competitivi. Ma attenzione: non basta la scritta “Champagne” in etichetta per garantire la qualità. Dei circa 4600 produttori, solo 150 si distinguono per eccellenza.

Un Territorio Estremo per la Viticoltura

La regione della Champagne si trova attorno al 50° parallelo, una zona al limite per la viticoltura. Qui le temperature medie si aggirano sui 11°C e le precipitazioni annue sui 700 mm.

Le grandi Maisons, potendo selezionare le migliori uve da diverse zone, riescono a garantire continuità qualitativa. I piccoli produttori, invece, possono subire maggiormente le variazioni climatiche, tanto che alcuni vignerons stanno diventando négociants per poter acquistare parte delle uve da altre aree.

Maison e Vignerons: un Rapporto Indissolubile

Il 90% dello Champagne è venduto dalle grandi Maison, ma il 90% dei vigneti appartiene ai piccoli vignerons. Questo assetto nasce dopo la Rivoluzione Francese, quando le terre furono redistribuite al popolo. Ancora oggi, solo due Maison soddisfano oltre il 60% del loro fabbisogno con uve di produzione propria. La legislazione francese evita grandi accorpamenti e il mercato fluttuante dello Champagne scoraggia le grandi Maisons dall’acquisto di nuovi terreni.

La Qualità Costante: Il Vero Valore da non Dare per Scontato

Dopo anni di assaggi e selezioni, abbiamo scelto sei piccoli vignerons provenienti dalle quattro regioni principali della Champagne, ognuno con uno stile unico. Il loro tratto comune? Una qualità costante nel tempo, un vero tesoro in questo mondo, da non dare per niente per scontato.

Un Viaggio tra le Quattro Regioni dello Champagne

Daubanton & Fils – Aube

Partiamo dall’Aube, ovvero dalla zona a Sud della Champagne o a Nord dello Chablis, dipende dal punto di vista. Arriviamo da Daubanton & Fils dove Jean Jacques e i suoi figli sono orgogliosi di mostraci la nuova pressa Champenois di ultima generazione. Ci troviamo esattamente a Rizancourt-Buchey. L’azienda è stata fondata solo nel 1982 da Monique e Jean-Jacques Daubanton, che commercializzarono la prima bottiglia nel 1990.

Oggi la gestione è condivisa con i figli, Amélie, Clément e Victorien, che continuano la tradizione su una superficie di 4 ettari. Praticano una coltivazione che rispetta l’ambiente, utilizzando tecniche come la confusione sessuale e l’inerbimento.

Pur non essendo biologici, rispettano il più possibile l’ambiente: quando le annate lo permettono, non viene applicato alcun trattamento chimico alla vigna. Dalla vendemmia 2012, la vinificazione avviene interamente in Azienda, dove i vini vengono affinati in acciaio inox e botti di rovere e acciaio inox. Gli champagne ottenuti sono caratterizzati da struttura e complessità. Il terreno argilloso e calcareo dell’Aube, privo di Craie, produce vini meno sapidi rispetto al Nord ma più potenti e rotondi. Il clima è continentale e più mite rispetto a Reims. Questo consente di produrre pinot noir eccezionali con maturazioni ottimali, tanto che molte Maisons acquistano il pinot noir proprio nell’Aube. La maggior parte degli champagne Daubanton hanno un dosaggio di 3 g/l. Jean Jacques va fiero del suo Blanc de Noirs, prodotto solo in 3500 bottiglie, affina per il 75% in rovere e il 25% in acciaio. Fa fermentazione malolattica che lo rende morbido e avvolgente. Affina per 24 mesi prima di essere messo in commercio. Rigoroso, fruttato, fragrante, leggermente tostato, in bocca travolge per intensità, profondità e completezza. E’ un’ottima espressione dell’esuberanza decisa di Jean Jacques.

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Jean Claude Vallois – Côte des Blancs

Risaliamo verso Nord ed arriviamo in Côte des Blancs, conosciuta per l’eleganza dei suoi chardonnay. Ci accoglie Valérie Vallois che insieme al fratello Jean -Guy conduce questa piccola tenuta familiare di 11 ettari, Jean -Claude Vallois, situata a Cuis. Questo paesino si trova tra due colossi, Chouilly e Cramant. E’ una zona premier cru, vicina al bosco, dove i terreni freddi conferiscono ai vini acidità, mineralità, finezza e note agrumate. Negli assemblaggi, il vino di Cuis apporta leggerezza e croccantezza. Se vinificate in purezza, queste uve creano vini delicati, perfetti come aperitivo. Con il cambiamento climatico si è persa un po’ di acidità. Ma questo è stato un bene perché negli ultimi anni i vini sono risultati più complessi e ricchi, pur nella loro eleganza.

La grande finezza di quest’area è dovuta alla Craie che viene tradotta come gesso. In realtà, la Craie c’est la Craie. E’ una roccia calcareo-gessosa presente per il 26% nel suolo della Champagne. Nella Côte des Blancs affiora ed è il segreto di freschezza e longevità degli champagne.

Jean – Claude Vallois sono Propriétaire récoltant da 5 generazioni e producono esclusivamente Chardonnay.

Dal 2017 hanno ottenuto la certificazione Haute Valeur Environnementale e dal 2019 la Viticulture Durable en Champagne. Molto attenti all’ambiente praticano un diserbo meccanico e utilizzano pratiche e prodotti biologici selezionati. Gli obiettivi di questo approccio includono la preservazione della biodiversità, la valorizzazione dei terroir e dei paesaggi, la riduzione dell’impronta di carbonio, la gestione dei rifiuti. Tuttavia, al centro di tutto vi è una strategia fitosanitaria mirata alla riduzione massima dell’uso di pesticidi ed erbicidi. Ciò implica un maggiore lavoro sul suolo rispetto al passato. Ogni loro champagne trasmette un’ eleganza raffinata. Anche i vini invecchiati da 10 anni hanno una vibrante vivacità. La craie e il terroir di CUIS sono il segreto di tanta eleganza.

Rimaniamo incantati dal loro Blanc des Blancs Millésimé 2014, che malgrado l’età, stupisce per classe, vibrante acidità e scatto gustativo. E’ una danza al palato tra agrumi e fiori bianchi.

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Dopo aver visitato i vigneti, tenuti come un vero e proprio impeccabile salotto, ci trasferiamo in Vallée de La Marne .

MG HEUCQ, Vallée de La Marne

MG Heucq viene fondata nel 2019 da Guillaume e Melody, sebbene Guillaume appartenga a una famiglia di vignerons da 4 generazioni. La volontà di essere indipendente dalla famiglia nasce dalla voglia di esplorare tecniche diverse, quali la vinificazione in tonneaux, vinificazione parcellaire, la viticoltura sostenibile (hanno la certificazione HVE) . CI troviamo di preciso a Fleury-La-Rivière, dove il terreno é ricco di sabbia, argilla e calcare. Miglialia di anni fa i terreni erano coperti dal mare, tanto che la conchiglia é il simbolo del marchio. L’età media dei vigneti é di 35 anni. Guillaume propone 3 cuvée d’assemblages e 3 cuvée parcellaires. Usa sempre il tonneaux per l’affinamento (dal 10 al 100%). Eppure i suoi vini hanno una freschezza e una mineralità vibranti che esprimono uno stile moderno, con bassi dosaggi. Rigore, precisione, dinamismo e terroir sono ben sintetizzati in ogni sorso. Ci piace raccontarvi il loro LES CLOS DU GOULOT, vino parcellaire, prodotto solo il 500 bottiglie, 100% meunier, brut nature, affinato 100% in tonneaux, permane 36 mesi sui lieviti. Viene prodotto in un vigneto le cui viti hanno 50 anni. L’annata 2019 è stata eccezionale. Le alte temperature estive hanno donato tonicità e ricchezza ai vini. Al naso il bouquet è intenso con note floreali e aromatiche. Il palato fitto e teso chiude lungo, elegante, ben ritmato.

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Ci piaceva l’idea di proporvi un meunier in purezza. Questo vitigno viene spesso bistrattato tanto che viene di solito usato negli assemblaggi quale trait d’union tra pinot noir e chardonnay. In realtà è un vitigno che resiste al freddo e alle gelate e per questo motivo viene più facilmente piantato a valle, nelle zone meno nobili. Se venisse piantato nelle zone migliori, come fa Guillaume, darebbe vini agrumati, fini e longevi.

DOMAINE BERNARD TORNAY, Montagne de Reims

Ci spostiamo infine nella patria del Pinot Noir, ovvero le Montagne de Reims, dove la prima delle nostre 3 cantine si trova a Bouzy. 100% Grand Cru, rinomato per i suoi rossi. Nathalie Tornay-Hutasse rappresenta la V generazione. I vigneti si estendono su 21 ettari tutti Premier Cru e Grand cru. Nathalie Tornay e suo marito Rudy Hutasse hanno unito il vigneto storico di Fernand Hutasse a quello di Bernard Tornay, dando vita a un giocoso e sfidante confronto attraverso LA CAVE DE MADAME e LA CAVE DE MONSIEUR.

BOUZY è un territorio rinomato per i suoi rossi fino dal ‘600. Lo strato della craie é più in profondità rispetto ad Ambonnay. Rispetto a questo villaggio i rossi sono più potenti e fruttati, più caldi a discapito dell’acidità.

Veniamo accolti da Nathalie, una donna minuta ma di gran carattere che ci fa visitare la cantina dove si respira cura dei dettagli e continua ricerca di una perfezione assoluta. Gli champagne che assaggiamo sono uno migliore dell’altro, in un crescendo continuo. Se amate gli champagne ampi, profondi e complessi, Tornay è la scelta per voi. In particolare, vi raccontiamo La Fosse d’Arzilliers, prodotto con uve premier cru, 100% pinot noir, dosaggio di soli 3/g litro. La peculiarità è il metodo solera frutto della Réserve Perpetuelle, prodotto dal 2018 in poi: in sintesi ogni anno si aggiunge una parte della nuova annata alla botte che contiene la cuvée delle vecchie annate. Si ottime così un assemblaggio complesso, armonico, avvolgente. Affina sia in acciaio sia in botte e permane sui lieviti per 24 mesi.

Il naso è fruttato con note di confettura. Al palato avvolgono sentori suadenti di pasticceria e liquore dolce. Tratto goloso, opulento con concentrazione outstanding e finale interminabile.

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LABBÈ & FILS, Montagne de Reims

Salendo verso Nord andiamo a trovare Labbé & Fils, che detiene 10 ettari a Chamery. Fondata agli inizi del 900 da Maurice Bonet, é gestita dalla 4° generazione dai giovani fratelli Damien e Jérôme. Dal 1975 sono Récoltant-manipulant e praticano al 100% agricoltura biologica. Hanno 40 parcelle tutte su terreni premier cru (Chamery, Écueil, Sermiers e Villers-aux-Noeds), vigneti ricchi di gesso, argilla e sabbia.

Jérôme Labbé, enologo che ha maturato un’esperienza presso Bruno Paillard, ha introdotto l’uso delle botti di rovere per fermentare e valorizzare le parcelle più pregiate. E’ così che la complessità e l’avvolgenza si uniscono a finezza ed eleganza.

Il loro Blanc de Noirs Préstige é prodotto per l’80% con Pinot Noir e 20% Meunier . Ha 4 g/l di zucchero ed è un millesimo 2015. Il 40% dell’assemblaggio riposa per 8 mesi in rovere . Rimane sui lieviti per 94 mesi. Come per Tornay, se amate la potenza, Labbé non vi deluderà.

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YVES LOISON, Montagne de Reims

E’ la terza cantina selezionata da noi nella Montagne de Reims e si trova a Prouilly. Fondata a fine ‘800, oggi gestita dalla IV generazione, ovvero da Geneviève Loison e suo figlio Clovis. Producono appena 20.000 bottiglie e hanno i terreni a PROUILLY e VANDEUIL, situati a nord-ovest di REIMS.

PROULLY Ha un terreno drenante che dona freschezza ai vini mentre VANDEUIL grazie all’argilla, conferisce grassezza. Acquistano uve da LUDES, premier cru, per creare Hyppolite, lo champagne dedicato al figlio di 5 anni.

Hyppolite è per forza un vino speciale, per l’80% chardonnay e il 20% pinot noir. Lo chardonnay affina in botte per 12 mesi. Dopo l’assemblaggio i vini riposano sui lieviti per 4/5 anni. Il naso è intenso e ricco con note di lampone, ribes. Il palato è ampio, assertivo, cremoso e minerale.

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