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Come in ogni settore, anche il mondo della mixology non rimane immune alle mode e ai trend; ma se la nuova tendenza è il low alcol, cosa possono proporre oggi i bartender ai loro clienti per andare incontro alle nuove esigenze del palato?
In occasione del lancio italiano di Santa Ana Pomelo Gin, il nuovo gin filippino a base di Calamansi, Pomelo, arancia Daladan arricchito da vibranti sbuffi di pepe e zenzero, Rinaldi 1957, accende i riflettori su uno dei trend più significativi nel mondo della mixology durante l’evento “Milano incontra Manila con Santa Ana Pomelo”, organizzato presso l’Hotel Indigo di Milano.
Al centro della serata, la tavola rotonda “Shake the Trend: Mixology e Low Alcol, Visioni a Confronto”, un confronto esperti del settore e giornalisti sul trend crescente del low alcol nella mixology. Durante il dibattito moderato dal giornalista Matteo Cioffi, Paolo Antonini – Account Director, Circana ha confermato che il Gin nel 2024 ha fortemente contribuito alla crescita del comparto Spirits sia nei consumi in casa sia in quelli Fuori Casa con una crescita del 6.4% (vs 0.7% Spirits). Nel Fuori Casa il Gin sviluppa circa i due terzi dei suoi volumi ma si assiste ad una stabilizzazione dei prezzi medi e ad assortimenti che non crescono più ai ritmi degli anni passati. Anche i primi mesi del 2025 vedono uan crescita per il dell’OFF pari al 5% circa.
Paolo Porcelli – AFH Principal Consultant, TradeLab conferma che è nel fuori casa che si concentrano i principali volumi: il 73% del target 18-74 anni intervistato da TradeLab considera il fuori casa un momento di benessere necessario e di felicità essenziale nel quotidiano al quale non si vuole e può rinunciare.
E sicuramente in un contesto di ricerca di gratificazione il consumo delle bevande alcoliche viene sempre associato a occasioni di socialità e di relax. Al tempo stesso negli ultimi periodi abbiamo assistito a una riduzione del loro consumo che può essere collegato a tre diverse dinamiche: l’ aumento del costo della vita, l’inasprimento delle sanzioni per guida sopra i limiti, e, sempre più, le scelte salutistiche. Ma allora in un questo contesto è proprio vero che gli italiani si stanno allontanando dalle bevande alcoliche?
Come indicato da TradeLab, se nel 2024 il totale delle diverse consumazioni del comparto spirits è calato del -2,7%, in realtà il consumo di cocktail alcolici si è ridotto solo del -1%. Emerge però che il consumatore si stia orientando verso scelte a gradazione ridotta o per mix o per quantità bevuta.
Se un tempo il consumo di alcool era maggiormente maschile ormai la penetrazione è cresciuta anche nel mondo femminile da sempre più attento e rigoroso nelle sue scelte e soprattutto nella mixology che è sempre più inclusiva con un totale equilibrio tra i target con uomini al 51% e donne al 49%.
Focalizzandosi sempre sulla mixology che è il trend crescente del consumo di bevande alcoliche, sempre secondo i dati TradeLab nel 2024 il 70% dei Top20 cocktail bevuti in Italia sono in Long Drinking poiché permettono di ridurre il contenuto alcolico della bevuta.
“Ed è per questo che in Rinaldi 1957 non vediamo questo periodo come problematico per gli spirits, ma piuttosto come un’opportunità entusiasmante di forte cambiamento, dove vincerà chi saprà rispondere meglio e prima ai nuovi segnali. Ecco perché abbiamo coniato il termine WellSpirit, che coniuga edonismo consapevole e benessere soft.” Prosegue Valentina Ursic, Direttrice Marketing di Rinaldi 1957.
“Oggi si parla molto di low e no alcol, ma la nostra visione va oltre. In Rinaldi, crediamo che il vero futuro degli spirits non sia una rinuncia, ma il connubio tra indulgenza e salute.
Per rispondere alla crescente attenzione verso il benessere, soprattutto da parte delle donne, della Gen Z e dei Millennials, stiamo ridefinendo il concetto di cocktail. Partiamo da distillati premium, realizzati con ingredienti selezionati e a gradazione tradizionale, ma poi sfoderiamo la nostra creatività per proporre dei drink non solo low alcol, ma anche senza zuccheri aggiunti e coloranti artificiali. Spesso li arricchiamo con ingredienti locali e accostiamo un morso gastronomico originale, per un’esperienza insolita, in grado di stupire. Siamo invece scettici, al momento, nei confronti dei vini dealcolati e dagli spirits 0 alcol, anche se prestiamo molta attenzione per il crescente interesse: mentre le birre hanno ottenuto risultati ottimali, partendo però da gradazioni già basse, la strada negli alcolici è ancora lunga. L’alcol in un vino e in distillato dà struttura. Toglierlo significa snaturare il prodotto. Non siamo contrari, ma al momento non abbiamo ancora trovato dei prodotti appaganti da proporre ai nostri clienti.“
Parlando di drink low alcol Corey Squarzoni – Bartender afferma che stia crescendo l’interesse verso i drink low alcol. Dal punto di vista tecnico, la sua proposta low alcol segue una struttura precisa e versatile: una base alcolica, un cordiale “homemade”, che permette di personalizzare i profili aromatici, e una parte sodata semplice o aromatizzata per dare freschezza e volume al drink.
Durante la serata, Paolo Vercellis, Brand Ambassador Spirits Rinaldi 1957 ha esplicitato la filosofia WellSpirits di Rinaldi attraverso i drink low alcol, low sugar, solo con coloranti naturali di fiori e fruttati, ideati da Mattia Schiaretti e Luca Redolfini di Choice Cocktail Bar – Parma, dimostrando che si può perfettamente coniugare indulgenza e benessere.